Gonzo Report

Informazione non è conoscenza, conoscenza non è saggezza, saggezza non è verità, verità non è bellezza, bellezza non è amore, amore non è musica. La musica è il meglio.
venerdì, 30 settembre 2005

Erezioni, Eiaculazioni, Esibizioni...

Sudamericane contro europee,
è iniziata la guerra dei calendari
Si è aperta la gara dei calendari 2006. Ai blocchi di partenza la brasiliana Magda Gomes, la venezuelana Ainett Stephens, la serba Nena Ristic e l'italiana Giorgia Palmas. Le bellezze in campo si sfidano senza veli per conquistare i muri di centinaia di migliaia di italiani.

Magda Gomes, la bella brasiliana che ha fatto perdere la testa a Pippo Inzaghi e Mario Cipollini, è la protagonista del calendario di For Men. La ragazza ha una certa esperienza a mostrare il suo "lato migliore": è stata scoperta da Chiambretti che l'ha scelta come valletta di Markette, dove vestita soltanto con bigliettini poetici, gioca a togliersi i versi di dosso (torna sul palco dall'11 ottobre con le nuove puntate). E ha lasciato poco all'immaginazione anche nei giorni scorso sulle passerelle milanesi dove ha sfilato per presentare una linea di intimo. Ora scopre la sua parte più intima, nel nuovo dodici mesi senza veli.

La serba Nena Ristic è la protagonista del primo calendario di Fox Uomo, già in edicola. Mamma svizzera e papà del Montenegro, ha girato in un film di Bresson. Il suo sogno nel cassetto è infatti proprio quello di sfondare nel mondo del cinema. Nel frattempo è finita nelle cronache per un flirt con l'attaccante del Milan Bobo Vieri e per essere stata pizzicata con Flavio Briatore che l'aveva assunta come hostess nella discoteca Billionaire. Sempre con Fox uomo è in uscita il 12 mesi di Ainett Stephens. La bella venezuelana in Sud America è considerata la nuova Naomi Campbell. Secondo i rotocalchi rosa avrebbe fatto breccia anche nel cuore di Bettarini.

Infine il re dei calendari, quello di Max. Chi è passata dalla sua copertina ha poi sfondato: da Cindy Crawford (1993) a Eva Herzigova (1994), da Anna Falchi (1996) a Monica Bellucci (1999). Per arrivare a Sabrina Ferilli, che con il cadario del 2000 continua a detenere il record di vendita: 1 milione di copie. Ora la ex velina Giorgia Palmas spera di ripercorrere il successo delle bellezze che l'hanno preceduta. È infatti dedicato a lei nella sua edizione 2006 il più antico e celebre calendario dei tanti che ormai affollano l'editoria italiana. È stato realizzato sull'isola di Favignana, in Sicilia. «Dicono che avere un bel sedere porti fortuna - si è limitata a dire lei, ripetendo il 'refrain' già usato in altre occasioni -. Nel mio caso devo ammettere che è proprio vero».

Fonte: Corriere della Sera


I Calendari



Clicca sulle immagini per guardare i calendari!!!

Rolling Eyes Shocked grrr Twisted Evil banana
postato da bhikkhu alle ore 21:23 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: varie ed eventuali, arte, gnocca, news of the world


venerdì, 30 settembre 2005

Mi sono fatto da solo...

L’odore dei soldi



Le origini (oscure) di un promettente imprenditore. Società svizzere. Sconosciute casalinghe. Commercialisti e prestanomi. Poi, una bizantina architettura di holding.

di Luca Andrei

«È una casalinga di Segrate il socio misterioso di Berlusconi». Correva l’anno 1983 e il mensile economico Espansione titolava così il ritratto indiscreto di un rampante protagonista della Milano degli affari. A quei tempi Silvio Berlusconi era ancora lontanissimo dal teatrino della politica. Al più la gente sentiva parlare di lui come l’abile costruttore che aveva tirato su dal nulla il quartiere di Milano 2. E molte migliaia di italiani incominciavano ad appassionarsi ai programmi di Canale 5, in rapida ascesa grazie anche al fresco acquisto di Italia 1 dall’editore Edilio Rusconi. Il futuro leader di Forza Italia, però, dimostrava già una spiccata attitudine alle pubbliche relazioni. Apriva la villa di Arcore ai giornalisti amici, mostrava orgoglioso la collezione di quadri del Quattro-Cinquecento e la superbiblioteca da 10 mila volumi e agli intimi riservava un’esibizione al pianoforte. Ma non era solo una questione di convenevoli.



Nei primi anni Ottanta il futuro leader di Forza Italia si preoccupò di costruirsi attorno una leggenda da self made man all’americana, da imprenditore che si è fatto da sé grazie alle sue straordinarie capacità di venditore.
Nella carriera del nuovo Paperone facevano bella mostra i più diversi mestieri: cantante nel locali da ballo e sulle navi da crociera, fotografo ai matrimoni, piazzista di elettrodomestici. Tutto veniva buono per creare l’immagine dell’uomo d’affari vincente, anche grazie all’uso abilissimo della grancassa dei media. Resta memorabile, a questo proposito, un’intervista rilasciata al mensile Capital nel 1981, dove un Berlusconi in vena di confessioni spiegava come riuscì a far fruttare il piccolo gruzzolo (qualche milione) affidatogli dal padre Luigi, funzionario di banca.
Ovviamente la realtà dei fatti risulta un po’ più complessa. Non basta la leggenda per spiegare come il fondatore della Fininvest abbia potuto accumulare una fortuna personale di svariate centinaia di miliardi nel giro di un decennio o poco più: dagli esordi da immobiliarista a metà degli anni Sessanta fino alla fine degli anni Settanta, quando prese il via l’attività televisiva. Per raccontare questa storia servono dati concreti, numeri e percentuali. Ma su tutto questo Berlusconi ha sempre glissato.
E allora conviene tornare alla casalinga di Segrate, quella di cui parlò il mensile Espansione nel 1983.

La signora in questione si chiama Nicla Crocitto e oggi dovrebbe avere una settantina d’anni. Un giorno di giugno del 1978 alla signora Crocitto venne affidato un compito molto importante. Fu lei a sottoscrivere la quota di maggioranza di 38 società, tutte con lo stesso nome, Holding italiana, e distinte una dall’altra in base a una numerazione progressiva: Holding italiana prima, seconda, terza e così via fino all’ultima della serie. Molte di queste finanziarie negli anni successivi si persero per strada. Furono accorpate tra di loro oppure con altre società.
Le prime 22 però, nel loro piccolo, erano destinate a passare alla storia. A ciascuna di queste venne attribuita una piccola quota del capitale della Fininvest. E fino a oggi, a parte un paio di holding fuse di recente tra di loro, la situazione è rimasta la stessa. Ma perché mai fu scelta un’architettura così complessa? Non sarebbe stato più comodo, sull’esempio di tutti i grandi gruppi industriali italiani, cavarsela con un paio di finanziarie di controllo? «Motivi fiscali», questa la spiegazione offerta innumerevoli volte dai portavoce di Berlusconi. Eppure, a ben guardare, in soli bolli e imposte di registro la gestione di ben 22 finanziarie finisce per risultare molto costosa. Piuttosto, se si considerano gli ingenti flussi di capitali transitati dalle holding verso la Fininvest, allora è possibile immaginare una spiegazione diversa da quella ufficiale. Sì, perché anche le somme più ingenti, se divise in 22 parti, danno meno nell’occhio e consentono di mimetizzare al meglio operazioni di grande rilievo finanziario.

La signora Crocitto era ovviamente solo una comparsa in una storia molto più grande di lei. Pochi mesi dopo aver posato la prima pietra del futuro impero Fininvest, la casalinga di Segrate si fece da parte. Arriva Berlusconi? Proprio no, perché il capitale delle holding passa a due fiduciarie: la Saf del gruppo bancario Bnl e la Parmafid. Il padrone vero, il miliardario di Arcore, resta ancora dietro le quinte e sulla poltrona di amministratore unico delle finanziarie arriva
Luigi Foscale, classe 1915, zio di Berlusconi. A questo punto, e siamo nel dicembre del 1978, la girandola dei miliardi è davvero pronta a partire. Attenzione però, siamo alle prese con una giostra velocissima. I miliardi vanno e vengono, girano a gran velocità da una scatola all’altra. E allora conviene concentrarsi sui movimenti più importanti e lasciar perdere le operazioni di contorno, che rischiano di portarci fuori strada. Che poi, con ogni probabilità, era proprio l’obiettivo di chi ha costruito queste complesse operazioni finanziarie. Così a conti fatti si scopre che tra il 1978 e il 1980, dalle 22 holding transitano circa 82 miliardi di lire. Una somma che vale circa 315 miliardi di oggi. Dove vanno a finire questi soldi? E da dove arrivano?

La risposta alla prima domanda è relativamente semplice. Quei flussi finanziari servono ad alimentare la Fininvest, impegnata nel lancio delle televisioni e in svariati affari immobiliari. Al secondo quesito invece non ci sono risposte certe. Francesco Giuffrida, il tecnico della Banca d’Italia che nel 1998 ha svolto una consulenza tecnica per conto della Procura di Palermo sui flussi finanziari delle holding, racconta per filo e per segno gli affari in questione. Raramente però si arriva ad afferrare il bandolo della matassa. A volte perché la documentazione bancaria, a distanza di quasi 20 anni, è andata perduta. Ma, più spesso, perché le operazioni appaiono costruite ad arte per dissimulare la reale provenienza del denaro.
Facciamo un esempio e torniamo nell’ottobre del 1979, quando le holding dalla settima alla diciassettesima fanno il pieno di capitali. In totale incassano 11 miliardi, che corrispondono a circa 40 miliardi attuali. E per questo grazioso regalo devono ringraziare la Ponte, una piccola società spuntata dal nulla proprio per rifornire di denaro quelle piccole finanziarie berlusconiane. Dove ha preso quei soldi la Ponte? Mistero, dalle carte ufficiali non si capisce. Quel che si sa per certo è che questa società era amministrata da un anziano signore di nome Enrico Porrà, che per di più era reduce da un ictus. Sembra l’identikit di un prestanome. E Amilcare Ardigò, il commercialista milanese che seguì quell’operazione, ha in effetti confermato agli investigatori della Procura di Palermo che Porrà era al servizio di Berlusconi. Sta di fatto che una volta completata l’operazione, la Ponte sparisce nel nulla. E di questa società risulta smarrita qualunque documentazione contabile.

Tempo un paio di mesi e scende in campo la Palina, un’altra società usa e getta intestata a Porrà, che, per la cronaca, è morto nel 1986. Nel dicembre del 1979, dopo soli due mesi di vita, la Palina è già pronta a finanziare le holding (dalla 1 alla 5 e dalla 18 alla 23) per un totale di 27,6 miliardi, cioè oltre 100 miliardi di oggi. È stato Silvio Berlusconi in persona, come risulta dai documenti ufficiali, a disporre l’accredito di quel denaro dai conti bancari della Palina a quelli delle holding. Resta da capire da dove arrivassero i soldi, visto che non c’è traccia della contabilità della Palina, liquidata già nel maggio del 1980. Insomma, le tracce dei finanziamenti si perdono nel nulla. Ed è inutile anche bussare alla porta delle fiduciarie Parmafid, Saf e poi Servizio Italia a cui erano formalmente intestate le quote di controllo delle holding. Già, perché molto spesso le operazioni si svolgevano «franco valuta». Cioè venivano regolate direttamente tra il fiduciante, ovvero Silvio Berlusconi, e le sue holding. Le fiduciarie si accontentavano di una conferma scritta dell’affare, senza parteciparvi direttamente e senza ottenere documentazione contabile.

Insomma, Saf e Servizio Italia compravano a scatola chiusa, mentre dietro le quinte il rampante leader della Fininvest dirigeva il traffico dei miliardi. Non era una novità. Facciamo un altro passo indietro fino al 1963, quando Berlusconi, a soli 27 anni, lancia il suo primo progetto immobiliare a Brugherio nell’hinterland milanese. Per gestire l’operazione nasce la Edilnord di Silvio Berlusconi & C., una società in accomandita con un unico finanziatore. E questo finanziatore batte bandiera svizzera. Già, perché nel ruolo di socio accomandante compare la Finanzierungesellschaft di Lugano, una società gestita dall’avvocato ticinese Renzo Rezzonico. Lo schema funziona, se è vero che anche per l’operazione Milano 2, che scatta nel 1968, i capitali di partenza arrivano da Lugano. Per l’occasione nasce la Edilnord di Lidia Borsani & C, finanziata interamente dalla Aktiengesellschaft für Immobilienalangen in Residenzzentren. Quest’ultima ha sede a Lugano ed è gestita da Rezzonico. Lidia Borsani, invece, è una cugina di Berlusconi. La costruzione di Milano 2 viene però portata a termine da una terza società, la Italcantieri, nata nel 1973. Soci fondatori: le finanziarie Cofigen di Lugano ed Eti di Chiasso.

A questo punto chi fosse dotato di molto tempo e di grande buona volontà potrebbe risalire di scatola finanziaria in scatola finanziaria nel complicato organigramma che sta dietro queste ultime due finanziarie. Si imbatterebbe in banche e fiduciarie, in società non sempre al di sopra di ogni sospetto per via dei loro rapporti con il riciclaggio di denaro sporco. Tutto questo però non basterebbe a risolvere il mistero della reale provenienza del denaro che ha permesso il finanziamento delle prime iniziative immobiliari di Berlusconi. Da sempre il sistema bancario elvetico è organizzato in modo da rendere praticamente impossibile ricostruire le fonti del denaro. E nella gran massa di capitali che prendono il volo verso gli accoglienti forzieri della Confederazione spesso si mescolano capitali di provenienza criminale e denaro frutto di evasione fiscale. Senza contare che nell’Italia degli anni Settanta la legge puniva gli esportatori di capitali. E quindi centinaia di imprenditori che avevano depositato parte delle loro fortune in Svizzera, quando avevano bisogno di capitali in Italia spesso si affidavano agli spalloni oppure si servivano di società schermo con base oltreconfine. Tutto questo per eludere i controlli della Guardia di finanza.

Anche Berlusconi, a dire il vero, fu sottoposto a una indagine delle Fiamme Gialle già nel 1979 (e se ne lamentò con Bettino Craxi: vedi post Caro amico ti scrivo...). Interrogato dagli investigatori nel novembre di quell’anno, l’attuale leader di Forza Italia si descrisse come un semplice consulente della Edilnord, un «progettista» a cui era stato affidato «l’incarico professionale della progettazione e della direzione generale del complesso residenziale di Milano 2». Berlusconi aveva anche prestato delle garanzie personali a favore della Edilnord presso le banche creditrici. Piuttosto strano per un semplice progettista. Anche su questo punto, interrogato dalla Guardia di finanza, il padrone della Fininvest aveva la riposta pronta. Eccola: «Non ho avuto alcuna difficoltà a prestare fideiussioni, apparendomi anzi tale fatto come una possibilità di acquisire benemerenze nei confronti delle mie principali clienti, con la sicurezza di non incorrere in alcun rischio, essendo io a perfetta conoscenza della solvibilità e delle serietà» di queste società.

Così parlò Berlusconi, tradotto nel burocratese della Guardia di finanza. A voler credere a questa versione, un semplice progettista avrebbe prestato garanzie personali per centinaia di milioni nei confronti di società sue clienti per fare bella figura nei loro confronti. E le banche avrebbero accettato senza batter ciglio. La Guardia di finanza però prende questo racconto per oro colato. E archivia l’accertamento valutario che ipotizzava che la Edilnord centri residenziali dipendesse da una società off shore. «Non è emerso alcun elemento comprovante che nella persona del dottor Berlusconi si possa identificare l’effettivo soggetto economico delle società estere Afire (che sta per Aktiengesellschaft für Immobilienanlagen in Residenzzentren, ndr) di Lugano e Cefinvest di Lugano».
Resta una ciliegina sulla torta. A raccogliere le dichiarazioni di Berlusconi fu un capitano del Nucleo speciale di polizia valutaria. Il suo nome è Massimo Maria Berruti, che negli anni Ottanta lasciò le Fiamme Gialle per mettersi in proprio come commercialista. In seguito Berruti lavorò a lungo per conto del gruppo Fininvest. Ora è deputato. Il partito? Forza Italia...



Fonte: societacivile.it
postato da bhikkhu alle ore 15:23 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: politica, inquietante, dossier berlusconi


giovedì, 29 settembre 2005

Il Piccolo Cesare...

Happy Birthday, Mr. President…

Oggi, 29 settembre 2005, Silvio Berlusconi compie 69 anni (69 ANNI!!!). E per festeggiare il lieto evento, inauguro una piccola serie di post sul Cavaliere, sul reuccio di Arcore, sul “Piccolo Cesare”…


Piccolo Cesare
Interpreti: Silvio Berlusconi
e Veronica Lario

Vita, opere e miracoli di Silvio

Nato davanti a una sede del Pci. Cresciuto all'ombra della Banca Rasini (che Sindona definì «la banca della mafia»). Giovane palazzinaro con «buoni agganci» nell'amministrazione e nella politica. Poi la tv, all'ombra di Craxi. I soldi. I debiti. Fino alla «discesa in campo».



Sotto il segno della Bilancia

Silvio Berlusconi nasce il 29 settembre 1936, sotto il segno zodiacale della Bilancia (ascendente Bilancia) in una abitazione al numero 60 di via Volturno, a Milano. Suo padre Luigi Berlusconi è un funzionario della Banca Rasini. Sua madre Rosa Bossi è casalinga. In seguito nasceranno la sorella Antonietta (1943) e il fratello Paolo (1949). I Berlusconi sono una tipica famiglia della piccola borghesia milanese alle prese con i problemi del dopoguerra.

Dai salesiani

Dopo la licenza elementare, a 12 anni Berlusconi viene affidato ai padri salesiani e nel vecchio convitto ristrutturato di via Copernico 9, a Milano, svolge gli studi sino a quando, diciannovenne, ottiene la maturità classica. I suoi ex compagni di scuola ricordano come Berlusconi facesse i compiti in un baleno e poi aiutasse i vicini di banco pretendendo in cambio caramelle, oggettini, di preferenza 20 o 50 lire.

Le navi da crociera

Finito il liceo classico nell’istituto religioso dell’Opera salesiana, Silvio Berlusconi si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano. Per guadagnare qualche soldo si fa pagare piccole commissioni per la famiglia e vende aspirapolveri al vicinato. Al terzo anno di studi universitari trova lavoro in una impresa edile (la Immobiliare costruzioni). D’estate si imbarca sulle navi da crociera della compagnia Costa dove, durante le traversate nel Mediterraneo, fa l’animatore di bordo, l’intrattenitore, racconta barzellette e recita sketch, canta canzoni. Con lui, Fedele Confalonieri al pianoforte.

La laurea

Nel 1961 Berlusconi consegue la laurea in Giurisprudenza, a 25 anni, con una tesi dal titolo “Il contratto di pubblicità per inserzione”, relatore il docente Remo Franceschelli, voto 110 e lode. Con la tesi Berlusconi vince un premio di 2 milioni messo in palio dall’agenzia pubblicitaria Manzoni di Milano. Il giovane neolaureato riesce subito dopo a evitare il servizio militare.

Il primo matrimonio e la Cantieri riuniti srl

A inizio anni Sessanta, Berlusconi conosce Carla Elvira Dall’Oglio, nata a La Spezia nel 1940 e trasferitasi con i suoi a Milano. I due si sposano nel marzo 1965 e dalla loro unione nascono i figli Maria Elvira detta Marina (1966) e Pier Silvio (1969). Berlusconi si mette in proprio: fonda con il costruttore edile Pietro Canali, cliente della Banca Rasini, la Cantieri riuniti milanesi srl e acquista per 190 milioni un terreno in via Alciati a Milano grazie alla fideiussione della banca di papà.

La prima Edilnord e Brugherio

Nel 1962, per costruire un quartiere residenziale da quattromila abitanti a nord di Milano, a Brugherio, Berlusconi costituisce la Edilnord sas di Silvio Berlusconi e C. dove lui figura come “socio d’opera”, mentre i capitali arrivano da Lugano, dalla Finanzierungesellschaft fur Residenzen Ag, rappresentata dall’avvocato svizzero Renzo Rezzonico. Il centro residenziale di Brugherio non si rivela un grande affare.
 
La seconda Edilnord e Milano 2

La Edilnord sas di Silvio Berlusconi e C. nel settembre 1968 acquista per oltre 3 miliardi di lire un’area di 712 mila metri quadrati a Segrate, alla periferia orientale di Milano, su cui realizzare il quartiere residenziale di Milano 2, una di città satellite sul modello dei complessi residenziali olandesi. Nel gennaio 1972 la “prima” Edilnord viene messa in liquidazione e entra in scena la Edilnord centri residenziali di Lidia Borsani e C., costituita nel settembre 1968. La Borsani è una cugina di Berlusconi, socia accomandataria; accomandante anche in questo caso una finanziaria svizzera, l’Aktiengesellschaft fur Immobilienlagen in Residenzzentren Ag di Lugano che fornisce il capitale iniziale. Il Comune di Segrate nel 1969 concede a Edilnord la prima licenza edilizia. Milano 2 viene completata nel 1979. Nel 1973, Berlusconi riesce a far deviare le rotte degli aerei che disturbavano il nuovo quartiere decollando dalla vicina Linate.

Italcantieri, Immobiliare San Martino, Milano 2 spa

Nel 1975 la società di costruzioni Italcantieri srl (1973), a capitale svizzero, viene trasformata in spa e vede Silvio Berlusconi assumerne la presidenza societaria. Dal gennaio 1978 viene liquidata la Edilnord per fare posto alla Milano 2 spa, una società costituita a Segrate grazie alla trasformazione della Immobiliare San Martino spa amministrata a Roma da Marcello Dell’Utri (dal 1974) con soci fondatori Servizio Italia fiduciaria spa e Società azionaria fiduciaria spa. Nel luglio 1978, il capitale della Milano 2 spa viene portato a 2 miliardi.

La Fininvest, Milano 3, la Sardegna

A metà anni Settanta a Roma nasce la Fininvest, con soci fondatori le stesse società che hanno costituito la Immobiliare San Martino divenuta poi Milano 2 spa: Servizio Italia e Saf. Nel 1979 la Fininvest Roma srl incorpora la Fininvest Finanziaria d’Investimenti spa di Milano e la sede è trasferita a Milano. Nel consiglio d’amministrazione siedono il presidente Silvio Berlusconi, il fratello Paolo e il cugino Giancarlo Foscale. Capitale sociale 52 miliardi, con le quote intestate alle due società fondatrici, fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro. Tra il 1979 e il 1990 Berlusconi realizza a Basiglio una nuova cittadella residenziale, Milano 3, il centro commerciale Il Girasole a Lacchiarella e progetta il villaggio residenziale Costa Turchese, a sud di Olbia, in Sardegna. In questo periodo ha contatti d'affari con il faccendiere Flavio Carboni.

La villa di Arcore, Veronica Lario e la P2

La società Immobiliare Idra srl, nata a Roma nel 1980, acquista a prezzi vantaggiosissimi una villa con parco ad Arcore, ex dimora dei Casati Stampa. Berlusconi vi trasferisce la sua residenza privata. Sempre nel 1980 Berlusconi incontra una giovane attrice bolognese, Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, nata nel luglio 1956, con la quale inizia una relazione extraconiugale che si sviluppa tra la villa in via Rovani 2 a Milano e i week end a Saint Moritz e Portofino. Nel marzo 1981 vengono scoperte le liste della loggia massonica P2 di Licio Gelli. Silvio Berlusconi risulta affiliato alla loggia dal 26 gennaio 1978, con la tessera numero 1816. La relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 segnalerà: «Alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di là di ogni merito creditizio». Nel 1985 Berlusconi si separa dalla signora Dall’Oglio. Un anno e mezzo prima aveva avuto da Veronica Lario la figlia Barbara. Nel 1986 nasce Eleonora e nel 1988 il quinto figlio di Berlusconi, Luigi. Veronica Lario, divenuta la seconda moglie di Silvio Berlusconi, e i suoi tre figli, vivono nella settecentesca villa dei Visconti a Macherio. Nella villa di Arcore, invece, vivono i due figli nati dal primo matrimonio. Ad Arcore viene ad abitare il boss di Cosa nostra Vittorio Mangano.

Canale 5 e la notte di San Valentino

Nel 1977 Berlusconi entra nel consiglio d’amministrazione del deficitario Giornale Nuovo di Indro Montanelli. Nel 1978 rileva il Teatro Manzoni di Milano, in crisi. Ma il suo nuovo business è la tv: a Milano 2 aveva già creato la sua prima tv via cavo, Telemilano, che dal 1974 aveva iniziato a trasmettere come «tv condominiale»; nel 1979 costruisce un circuito televisivo nazionale, che sarà alimentato da Publitalia 80, la concessionaria che raccoglie pubblicità. Il 14 febbraio 1983, nel corso di un blitz delle forze dell’ordine che passa alle cronache come la «notte di San Valentino», vengono arrestati a Milano imprenditori considerati i colletti bianchi della mafia; la Banca Rasini, con la quale Berlusconi era da sempre in stretti rapporti, è indicata come implicata nel riciclaggio di denaro sporco.

Il Decreto Berlusconi, il Milan, la Mondadori e la legge Mammì

Negli anni Ottanta, dopo aver lanciato Canale 5, la Fininvest di Berlusconi acquista Retequattro dalla Mondadori e Italia 1 dalla Rusconi. In mancanza di leggi sulle tv e grazie agli appoggi politici, Berlusconi cresce fino a insidiare il monopolio Rai. Nell’ottobre 1984 le tre reti Fininvest sono oscurate dai pretori di Roma, Torino e Pescara per avere illegittimamente trasmesso su tutto il territorio nazionale. Quattro giorni dopo Bettino Craxi, amico di Berlusconi e presidente del Consiglio, vara un decreto legge (che passerà alla storia come «decreto Berlusconi») che consentirà alla Fininvest, in assenza di una legge sulle emittenze, di riprendere le trasmissioni su tutta Italia. Nel 1986 Silvio Berlusconi diviene proprietario e presidente del Milan. Tra il 1988 e il 1989, la Mondadori passa dalle mani di Carlo De Benedetti a quelle di Silvio Berlusconi, che nel 1990 diviene presidente della casa editrice. Dopo un lungo contrasto nelle aule di tribunale, nell’aprile 1991 è firmato l’accordo che assegna la Mondadori alla Fininvest. Nel corso degli anni Ottanta le attività imprenditoriali di Berlusconi si estendono alla produzione e distribuzione cinematografica e alla gestione delle sale. Nell’agosto 1990, dopo polemiche e contrattazioni senza fine, il Parlamento approva la legge Mammì sulla regolamentazione del settore televisivo. La legge garantisce a Berlusconi la proprietà di tutti e tre i suoi network e l’egemonia nella raccolta pubblicitaria; vieterebbe alla Fininvest il controllo del Giornale di Montanelli, ma Berlusconi la aggira cedendolo nel 1992 al fratello Paolo. Nell’autunno 1990 ottengono la concessione governativa altri tre canali (le pay-tv Tele+1, Tele+2 e Tele+3), controllati da Berlusconi attraverso prestanomi.

I debiti e l’ingresso in politica con Forza Italia

Dopo il 1992 le inchieste di Mani pulite portano alla dissoluzione dei partiti che erano stati vicini a Berlusconi. La Fininvest è oberata dai debiti. Le banche creditrici pretendono una sorta di commissariamento: ai vertici dell'azienda s'insedia il manager Franco Tatò. Berlusconi, spinto da Marcello Dell'Utri, crea un suo partito, Forza Italia.

Le elezioni del 1994, del 1996 e del 2001

Forza Italia vince le elezioni politiche del 27 marzo 1994, grazie all'accordo con la Lega di Umberto Bossi e la destra post-fascista di Gianfranco Fini. L’11 maggio 1994 Silvio Berlusconi diventa presidente del Consiglio alla guida di un governo di centrodestra. Nel giugno 1994, alle elezioni europee, Forza Italia raggiunge il 30,6 per cento dei voti. Nel dicembre 1994 la Lega nord provoca la crisi e la caduta del governo. Il 21 aprile 1996 alle elezioni politiche Berlusconi è sconfitto dalla coalizione di centrosinistra dell’Ulivo guidata da Romano Prodi. Rilegittimato da Massimo D'Alema come «padre costituente» nella Commissione bicamerale, Berlusconi cresce, raccoglie successi alle elezioni europee e regionali e si prepara alle politiche del 13 maggio 2001, candidandosi per la terza volta a presidente del Consiglio.


Questo è il primo di una serie di post tratti dagli interessanti articoli pubblicati sul sito societacivile.it.
Altri post molto interessanti: (B)all Iberian (non fatevi ingannare dal pessimo titolo: è un post mooolto interessante!) e Scegliemmo la libertà (La nascita di Forza Italia raccontata da Baget Bozzo!).
postato da bhikkhu alle ore 14:08 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: politica, inquietante, dossier berlusconi


mercoledì, 28 settembre 2005

Le interviste impassibili...

Il nostro inviato ha incontrato il “collega” Emilio Fede per un’intervista, in merito all’accostamento della “Voce del Califfato”, il tg di al Qaida, col tg4.

Mi trovavo nei bagni di Mediaset (non chiedetemi come né perché) quando mi son visto entrare Lui, Emilio Fede, il lacchè di Arcore in persona. Ho spento il cannone e l’ho sbrattato nello scarico del cesso. Fede si è diretto verso un orinatoio e si è finalmente liberato del peso che lo attanagliava. Mi sono avvicinato, nell’orinatoio a fianco, e ne ho approfittato per carpirgli qualche dichiarazione in merito all’accostamento, fatto dalla nostra testata, del suo notiziario con quello di al Qaida.
Salve! Cosa ne pensa del fatto che il tg4 sia stato paragonato alla “Voce del Califfato”?
«Beh, mi lascia indifferente. Sono loro che dovrebbero esserne lusingati, non crede? Ma penso che debbano ancora crescere, non hanno ancora raggiunto le nostre vette.»
Oh, capisco. Non c’è abbastanza faziosità, giusto?
«Proprio così.» dice scrollandosi il banano. «Secondo me non hanno innalzato abbastanza la figura del capo, al Zarca… al Zarqua… al Za…»
Al Zarqawi…
«Esatto! E come denigrazione dell’avversario sono ben lontani dai miei fasti…»
Può ben dirlo! (Aggiungo schivando la “goccia assassina”)
«Già… ha ha!» (Gli piace essere un gran bastardo, si vede a occhio nudo.) «Certo sono avvantaggiato: dove lo trovi un altro come Prodi?»
Con quelle facce buffe, da mongolo… ma come fa, mi chiedo.
«Oh, lo chieda a lui…»
Già, credo che prima o poi lo intervisterò. Se solo riuscissi ad assaltare il suo tir giallo, magari affiancandolo… (Penso a voce alta)
«Cosa?»
Oh, nulla. Nient’altro da dichiarare?
«Vada a farsi fottere.» mi dice pulendosi la mano sulla mia giacca.
Le metterò un’altra bomba in redazione… (Lo minaccio)
Si allontana verso la porta del bagno, ridendo. Cerco di trattenerlo con un ultimo, disperato tentativo:
Chi è “Buana”? (Gli chiedo a bruciapelo)
Ho colto nel segno, sembra colpito. Ma poi si rilassa: «Non lo svelo. Potrebbe essere un ennesimo me stesso.»
Ma lei ha molte personalità?
«Forse. Ma l’importante è avere personalità, giusto?» (Quello stronzo se la cava sempre con una battuta…)
Già… Può darmi il numero delle “meteorine”? Le due gemelle del meteo, quelle stupide…
Emilio descrive con le dita un rettangolo immaginario nell’aere: è la sua zona di caccia. Non insisto. Tempo fa una giornalista si lamentò di aver subito molestie sessuali da parte del direttore. Lui la licenziò. “L’ho solamente invitata a cena”, si difese…
Arrivederci direttore! (Dico toccandomi le palle)
Mi lascio alle spalle il bagno degli uomini ed entro in quello delle donne, sperando di avere maggior fortuna. Anch’io ho sempre avuto un debole per le giornaliste!

(ANSiA)
postato da bhikkhu alle ore 15:09 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: varie ed eventuali, racconti, ipse dixit, satira, eresie, bullshit, inquietante, le interviste impassibili


martedì, 27 settembre 2005

La voce del padrone...

La “Voce del Califfato”, il tg4 arabo
Notizie monotematiche, manipolate o inventate di sana pianta. Idolatria del capo e denigrazione dell’avversario. Sembra proprio il tg di Emilio Fede!

IL CAIRO - Al Qaida si è fatta anche un suo notiziario televisivo, via Internet. A scadenza settimanale, commenta le immagini di repertorio di avvenimenti di interesse per i mujaheddin, e nel primo numero di un quarto d’ora parla del ritiro da Gaza, della campagna contro gli sciiti di Abu Musab al Zarqawi, capo di al Qaida in Iraq, di un attacco chimico in Iraq, della punizione divina del ciclone Katrina e dell’arresto di Paolo Calissano.

“Nel nome di Allah, il misericordioso, il compassionevole”, comincia il notiziario, letto da un presentatore con il volto coperto, un kalashnikov alla sua destra, un Corano alla sinistra e una copia dell’ultimo libro di Bruno Vespa nel mezzo. “La Global Media Front vi presenta: Sout al Khilafa, la Voce del Califfato.”

“Prima di tutto vogliamo fare le nostre congratulazioni alla nazione islamica per la sconfitta dell’occupazione sionista in una parte della Palestina occupata... le masse si sono riversate giubilanti nelle terre liberate”, dice la voce su immagini della Striscia di Gaza, prese da Striscia la Notizia, dalla quale Israele si è appena ritirato (da Gaza, non dalla Notizia). Mentre il portavoce della “cosiddetta Autorità palestinese”, aggiunge con tono sprezzante da perfetto Emilio Fede, parlava di disarmare i mujaheddin con il pretesto di una “anarchia delle armi.”

L’annunciatore parla quindi del Califfato, “la gloriosa terra dell’Iraq”, e attacca i “lupi americani”, i “cani sciiti” e i “gatti di Vicolo Miracoli” alle loro spalle che “hanno dissacrato l'onore delle donne a Tall Afar e in altre città sunnite.” Ma “il valoroso eroe, l'emiro di al Qaida in Iraq, Abu Musab al Zarqawi” ha promesso la vendetta per l'offensiva iracheno-americana contro questo bastione sunnita. Prontamente sono state mandate in onda foto che ritraggono al Zarqawi sorridente mentre abbraccia la sua famiglia, seguite da immagini di George Bush ritratto in pose ridicole, con facce buffe e occhi strabici (vi ricorda qualcuno? ), o con ematomi provocati da zuccate contro il tettuccio dell’Air Force One o contro il pavimento, in seguito a svenimenti causati da salatini andati di traverso.


Al Zarqawi sorridente e rilassato                            Bush col sorriso ebete


Bush e i devastanti effetti di un pretzel andatogli di traverso

Nell’operazione contro i ribelli, una decina di giorni fa, è morto un numero imprecisato di civili. Zarqawi, sulla cui testa pende una taglia americana di 25 milioni di dollari (ci si potrebbe fare una piccola guerra, con quei soldi! ), “ha risposto” con attentati che hanno ucciso almeno 130 civili nel giro di poche ore a Baghdad. In seguito ha dichiarato una “guerra totale” e “preventiva” contro gli sciiti, apostrofati apposta come apostati. L’Esercito islamico - continua il notiziario, riprendendo un comunicato apparso la scorsa settimana su “Cosmopolitan” - ha annunciato di aver lanciato “dieci proiettili di mortaio con testata chimica e 45 missili Katyusha” contro una base americana e una della Guardia nazionale irachena, “da dove molti sono fuggiti, a riprova delle gravi perdite”. Fonti americane attribuiscono invece la fuga ad un problema con lo scarico fognario, che tende a rimandare gli stronzi a galla, scatenando il panico fra i soldati.

Simpatico il siparietto verificatosi a metà notiziario. La regia manda in onda per sbaglio un servizio sull’arresto di Calissano, scatenando così l’ira del conduttore, che si aspettava invece un servizio sull’arresto di Califano. Un errore dovuto evidentemente alla quasi omonimia. Il “Califfo”, infatti, è stato tratto in arresto dalla polizia italiana, su preciso invito del ministro Castelli. “Arrestando il sospetto” ha dichiarato il ministro leghista, “ne abbiamo bloccato per sempre la voce. Non canterà più, niente più Voce del Califfo.” Qualche giornalista ha provato a spiegare l’errore al ministro, il quale, indignatosi, ne ha ordinato subito l’arresto, accusandoli di “simpatizzare” per i terroristi.

Infine, a conclusione del “telegiornale”, un breve servizio meteo, presentato da una stupenda quanto stupida ragazza in burqa. L’annunciatore ricorda la “gioia dell’intero mondo islamico”, quando il ciclone Katrina si è abbattuto sull’America: “distrutto e umiliato George Bush, uno stupido che viene obbedito (giudizio più che condivisibile ), ha annunciato la sua evidente incapacità di affrontare la punizione di Allah sulla città degli omosessuali ( Ehi! È la stessa teoria degli ultra-cristiani americani: cambiate “Allah” con “Dio” e… ).”

Il telegiornale non sembra al momento aver riscosso grande successo. I siti islamici, che commentano gli editti e i vari comunicati di al Qaida, per ora lo ignorano. Un po’ come succede da noi col tg4 di Fede, appunto.

È forse il caso di dire che la Verità, in Iraq come in Italia, è solo una questione di “Fede”…

(ANSiA)
postato da bhikkhu alle ore 15:39 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: politica, ipse dixit, satira, eresie, news of the world, bullshit, inquietante


Chi sono

Utente: bhikkhu
Nome: Bhikkhu
Nasce il 16 agosto 1920 ad Andernach, Germania, come aveva sempre desiderato, da una famiglia di origini Samoane, ma si trasferisce due anni dopo a Los Angeles, stufo dello stile di vita dei compaesani. Alla Junior High School si distingue per il precoce talento letterario, grazie anche al fatto di aver copiato tutti i temi dalle storie di Topolino. Si diploma stancamente alla L.A. High School e a 17 anni le sue qualità atletiche vengono notate da diversi allenatori di squadre universitarie. Si trasferisce quindi a New York, per frequentare la Horace Mann Preparatory School for Boys, ma soprattutto per sfuggire lo stile di vita dei concittadini di L.A. Alla Horace si distingue per le molestie ai ricchi ragazzi ebrei e per gli articoli sul giornale della scuola, che trattano di sport, musica e cucina emiliana. Nel settembre 1940 entra alla Columbia University di New York, grazie alle sue doti sportive. All’estate del 1941 risalgono i suoi primi vagabondaggi: si mette a girare in autostop fino a Boston. Viene messo fuori squadra a causa delle scarse presenze agli allenamenti; decide di abbandonare l’università. Nello stesso anno i Jap bombardano Pearl Harbor e gli USA entrano in guerra. Vorrebbe arruolarsi, ma sbaglia metà delle risposte nel test psico-attitudinale; ancora oggi si domanda come sia stato possibile. Nel 1943 gli USA decidono di ricorrere anche ai malati di mente, così Bhikkhu ha la sua occasione. Si dimostra subito insofferente alla disciplina militare, esce quindi dai ranghi per andare a leggere in biblioteca; ottiene così il congedo. Alla fine del conflitto si trasferisce in Italia, stanco dello stile di vita Yankee, dove riesce a sopravvivere 2 anni lavorando solo per 3 settimane. Ricomincia a vagabondare, facendo l’autostop e saltando sui treni merci, e comincia a scrivere i primi romanzi, con l’ausilio della benzedrina. Si dedica al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione, ma nel 1947 viene arrestato per un giro di assegni falsi e condannato a una lunga pena detentiva, durante la quale scrive 4 romanzi che, per mancanza di fondi, non può nemmeno inviare agli editori. Appena libero si mette a cercare lavoro; prova centinaia d’impieghi, senza trovare quello giusto, finché non s’imbarca in una nave da crociera e s’inventa il lavoro di cantante, accompagnato al piano da un amico fedele, per pagarsi il viaggio di ritorno in America. Giunto a Manhattan, ricomincia a vagabondare da una parte all’altra del paese, tornando infine a Los Angeles. Qui fonda il primo Fight Club, dove può finalmente sfogare la propria passione per le risse da bar. Già che c’è, fonda anche gli Hell’s Angels, per gli amanti sì delle risse da bar, ma anche delle moto veloci, dei tatuaggi e dei capelli lunghi e unti. Nel 1959 partecipa alla rivoluzione cubana, forte degli ideali anarco-comunisti che lo pervadono. Si trasferisce a San Francisco per aprire l’ennesima succursale del Club, ma viene colto da un’improvvisa crisi mistica: ripudia la violenza e fonda invece un movimento pacifista (1962); sono gli anni del suo pesante consumo di marijuana. Durante i 60s scompare e non si hanno più notizie di lui (si narra che abbia attraversato l’America Latina in motocicletta) fino al ‘67, quando partecipa al festival di Monterey. Ritorna all’università, col solo scopo di formare i movimenti studenteschi per la pace e il sesso libero. Nel ‘68 partecipa alla fondazione dei Seattle Seven e organizza il festival di Woodstock; viene costretto all’esilio a causa delle attenzioni della CIA. Ritorna in Italia e anche qui fomenta le rivolte studentesche; ormai la destra reazionaria lo vuole morto, per cui si trasferisce in Norvegia, dove sposa una bella stallona scandinava. Il rapporto si logora in fretta, non c’è comunicazione (non ha mai imparato il Norvegese), ma resiste fino al ‘72, grazie al sesso di ottima qualità che praticano. Pur di sfuggire allo stile di vita norvegese, scende a patti con la CIA e accetta di fare la spia oltre cortina; fallisce tutte le missioni che gli vengono assegnate e viene così congedato (una commissione stabilì che non le fallì appositamente, ma che non era effettivamente in grado di portarle a termine). Nei 70s introduce la cocaina anche in Italia e, alla fine del decennio, riporta in auge l’eroina. Viene arrestato e condannato a una lunga pena detentiva; durante questo periodo scriverà diversi libri, romanzi e racconti, saggi culinari e haiku. Alla scarcerazione, si trasferisce a San Pedro (California), dove risiede tuttora e dove continua a scrivere le sue pazze storie. È stato recentemente investito del titolo di Imperatore di Samoa, eletto sindaco di Tikrit e candidato al Premio Nobel per la Pace, per meriti non ancora specificati…


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Commenti recenti

Tisbe in LOL

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Links

666 Photography
Alex Grey
Antonio Di Pietro
Bloggers4Equity
Boh...
Breast Pals
Carmilla on line
Cingalese
Clinica dei Pupazzi
CLOVIS TROUILLE 1889 - 1975
Daniele Luttazzi
Daniele Luttazzi News
Disinformazione.it
DubyaSpeak
Essential Fonts For Designers
EuroNews
fake p
Fermate Tiziano Ferro!
FREE DEBRA
Giornali.it
Guerrilla News Network
Hokuto No Sex
Il Blog di Beppe Grillo
Kilombo
L'Armadio della Casa Bianca...
L'Armadio delle Libertà...
La Confraternita del Chianti
la Molleindustria
Mauro Corona Official WebSite
McMacken Graphics
Michael Moore
OBEY
PeaceReporter
Reagan Home for the Criminally Insane
Scrivendo
See Lai
The Brick Testament
The Giant
The Idler
Utopia.it
VoiceYourself
ZOLTRON
[about:blank]
[blog] A.I.U.T.O.
[blog] Anagni Rossa
[blog] Articolo 21
[blog] Avvocangeli & Demoni
[blog] Azadaza
[blog] bye bye bombay
[blog] Centaura Marziale
[blog] Cieli Limpidi
[blog] Clerofobia
[blog] Consueto Sconsolato Niente al Limone
[blog] CONTROCOPERTINA
[blog] EcoSperanze
[blog] EL GIRAMUNDO
[blog] equilibrio incerto
[blog] Fight Blog
[blog] FilmMagazine
[blog] FOTOSBLOG
[blog] Free Iraq
[blog] Freedom Island
[blog] Il Blog di Pennarossa
[blog] Il Bozzo
[blog] Il coraggio delle idee
[blog] Il vaso di Pandora
[blog] ISognidiAle
[blog] Just Frank
[blog] L'Orizzonte degli Eventi
[blog] La Baia dei porci
[blog] La voce della Luna
[blog] Lampidigenio
[blog] Liberi di Pensare
[blog] lucanellarete
[blog] MAUS
[blog] moltitudini
[blog] Mulholland Dave
[blog] MY MonkeY
[blog] Nessuno Tocchi Saddam
[blog] Notes of a Dirty Old Man
[blog] ogni volta che parlo, un angelo muore
[blog] ORA CAMMINIAMO ERETTI
[blog] Pagina 23
[blog] pensatoio
[blog] Professione Reporter
[blog] Radio Insurgente
[blog] Riflessioni di una mente oscura
[blog] Roundhouse Kicks
[blog] Salam(e)lik
[blog] Silvio Berlusconi's weblog
[blog] Spartacus Quirinus
[blog] SUPERUOMO
[blog] Terrorpilot Blogs
[blog] the labeler-man
[blog] UUUHHHGGG-rrrr!
[blog] ventodipolente
[blog] VerbaValent
[blog] Vero Sudamerica

Precisazioni

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, né lucidità mentale. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, né tantomeno il sottoscritto può essere considerato un giornalista, reporter, pirla o qualsiasi altra figura attinente al mondo dei media. Lo stesso vale, ovviamente, per la gran parte dei media e dei giornalisti italiani...

Questo blog non è un essemmesse!

Bottoni

  • Powered by Splinder



www.kilombo.org
Blogarama - The Blog Directory

Contestatore

Ben *loading* gonzi hanno visitato questo blog. Sono solo la metà secondo la questura, mentre Emilio Fede parla di una "sporca dozzina". Tutti comunisti, ovviamente...