A Washington ed a Tel-Aviv, ci si rallegra delle operazioni militari in corso in Medio Oriente. Secondo l'espressione di Condoleezza Rice, i dolori del Libano sono le «contrazioni della nascita di un nuovo Medio Oriente». Per i teorici del «costruttore di caos», è necessario fare colare il sangue per imporre un ordine nuovo in una regione ricca in idrocarburi. Pianificata da lunga data, l'offensiva di Tsahal contro il Libano è sorvegliata dal dipartimento della difesa degli Stati Uniti.
Questo documento ispirò il discorso pronunciato il giorno dopo da parte di Benjamin Netanyahu al Congresso degli Stati Uniti. Vi si trovano tutti gli ingredienti della situazione attuale: minacce contro l'Iran, la Siria e gli Hezbollah, con la prima rivendicazione di annessione di Gerusalemme-Est.
Più precisamente, il progetto di distruzione del Libano è stato presentato da Tsahal all'amministrazione Bush, un po' più di un anno fa, come ha rivelato il San Francisco Chronicle. È stato oggetto di discussioni politiche nel corso del Forum Mondiale che American Enterprise Institute ha organizzato, come ogni anno, il 17 ed il 18 giugno 2006 a Beaver Creek. Benjamin Netanyahu e Dick Cheney si sono lungamente intrattenuti in compagnia di Richard Perle e Nathan Sharansky. Il segnale verde è stato dato i giorni seguenti dalla Casa Bianca. Le operazioni militari di Tsahal sono sorvegliate dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. 


Putin – Sestakov – Levickij

Parlando di credibilità, anche quella del giornale diretto da Feltri è in caduta libera...
da Repubblica:
Ore 12,32 del 22 maggio. Farina dice: "Senti Pio, domani alle cinque vedo Spataro per un'intervista". Pompa: "Micidiale, benissimo... appena raggiungo il capo (Pollari, ndr) ti chiamo... e concordiamo un attimo". Insomma, le domande a Spataro pare fossero almeno in parte dettate direttamente dal Sismi, come dimostra anche una telefonata tra Pompa e Pollari. 22 maggio ore 13.26. Pollari: "Ma lui (Farina) sa che cosa dire?". Pompa: "Sì, ma è il caso che si ripassi la lezione insieme a noi". Insomma, un incontro preparato a lungo con Farina che non risparmia complimenti a se stesso: "La mia forza è stata la sincerità, mi spiego" ed esulta per aver concordato con Spataro di partecipare a un dibattito sull'etica del giornalismo. Telefonate e sms sui quali sta indagando la magistratura.
Pompa: "Oggi c'abbiamo un ottimo articolo che ieri con Betulla abbiamo concordato, a firma di Oscar Giannino... in sostanza dice: "Vogliono scaricare (il soggetto sottinteso è proprio La Repubblica, ndr) sui servizi perché gli fa comodo". Il titolo è: "Se Repubblica attacca Telecom"". Pollari: "Va bene. Su quale giornale è uscito?". Pompa: "Su Libero, sì, in prima pagina, scritto molto bene, perché poi è venuto da me, se lo ricorda, vero? Hanno fatto proprio un'intera paginata... è proprio indirizzato a Repubblica". Pollari: "Sono molto contento. Va bene, perfetto. Grazie".
E l'atteggiamento dei vertici del Sismi nei confronti di Repubblica emerge anche da una telefonata di poco successiva tra Pompa e un personaggio non identificato. È il 4 giugno, ore 10.59. Massimo: "Il capo ha letto l'articolo di Oscar Giannino e lo ha definito un capolavoro... è scritto molto bene e poi va a toccare i nervi scoperti". Pompa: "Se tu vai a leggere il libro di Pons (giornalista di Repubblica) e Oddo (Sole 24 Ore) che si alternano a D'Avanzo e Bonini sulla questione Telecom... vedi che quella è la linea che seguirà l'inchiesta".
Anche Farina - il 21 maggio alle 21.12 - attacca Repubblica e, citando Gad Lerner, parla della vicenda di Giuliano Tavaroli (l'ex responsabile della sicurezza Telecom accusato di associazione per delinquere in relazione nell'inchiesta sulle intercettazioni abusive) e aggiunge: "Un mio amico mi ha detto che l'intenzione non sarebbe quella di colpire a un livello alto, ma di fermare i due, Tavaroli e l'altro. Mi sono sentito con Lerner il quale dice che questa vicenda per Repubblica è una manovra per fare fuori parecchie persone, vuole fare fuori Tronchetti Provera e tutti i suoi nemici".
Non basta. Farina il primo giugno alle 20.44 riferisce: "C'è anche quest'altra notizia che Tavaroli avrebbe accompagnato Ludwig (il maresciallo Pironi dei Ros, che ha confessato di aver partecipato al sequestro Abu Omar, ndr) sei mesi dopo il sequestro per prendere un colloquio di lavoro dal responsabile della sicurezza Pirelli... che è quello che ha preso il posto di Tavaroli quando lui è passato da Pirelli a Telecom, però questo non ha odorato positivamente Ludwig e non se n'è fatto nulla". E Farina aggiunge: "Ti dico anche questa: coincide con il periodo con cui Pironi avrebbe voluto passare al Sismi". Quindi i due cominciano a parlare di Telecom Brasile. Pompa chiede a Farina: "Ma tu l'hai capita l'operazione che stanno mettendo in piedi? È che la Cia in Brasile aiuta Telecom". Farina: "Ho capito il concetto, la Cia aiuta in Brasile Telecom e in cambio si fa aiutare". Pompa: "E la Telecom che sale la "forcible abduction"".
Il giorno dopo, alle 21.12, ecco di nuovo ricorrere il nome di Tavaroli. È sempre Pompa a parlarne e a metterlo in relazione con la Cia parlando con Farina: circola una voce, dice l'uomo del Sismi, "cioè che Tavaroli era stato pagato quindicimila dollari o euro al mese dalla Cia ed è una cosa che circola tra gli investigatori... a questo punto vuol dire che il nesso Tavaroli, Cia e Abu Omar è chiaro", sostiene Pompa con il suo interlocutore. Un groviglio quasi inestricabile. Cui Pompa e Farina, il 10 giugno alle 16.09, aggiungono altri nomi molto pesanti. Una ricostruzione che raccoglie voci di ogni tipo. Farina: si sente dire che "nel rapimento di Abu Omar, dinanzi al "no" del Sismi, Gianni Letta (ex sottosegretario del governo Berlusconi) bypassando Ganzer (il comandante dei Ros, Reparti Operativi Speciali dei carabinieri) avrebbe incaricato, non so attraverso quali anelli di congiunzione, il Ros di fare quell'operazione d'accordo con la Procura, cioè l'anello sarebbe Letta-Dambruoso (l'ex pm milanese che all'epoca del sequestro si occupava di terrorismo islamico)".
Qui trovate l'articolo completo, con vari riferimenti a Telecom, intercettazioni abusive, il caso Abu Omar e vari colloqui fra Pio Pompa (collaboratore di Pollari) e alcuni giornalisti: Andrea Purgatori de l'Unità, l'ex direttore del Riformista Stefano Cingolani, il vicedirettore di Libero Renato "Betulla" Farina, Oscar Giannino di Libero e Gianmarco Chiocci del Giornale.

WASHINGTON - Non lo ingoiò volontariamente, ma non si ricorda bene come sia andata: è la testimonianza, un po' confusa, di una donna, che, dopo una lite con il fidanzato, ubriaco lui e ubriaca lei, si ritrovò in gola il telefonino cellulare.
Lei, Melinda Abell, 25 anni, accusa lui, Marlon Brando Gill, 24 anni, fidanzato possessivo e un po' violento di averglielo fatto ingoiare. Marlon Brando aveva costretto Melinda a salire in auto e voleva che gli mostrasse il telefonino cellulare per controllare le chiamate ricevute.