
Così scrive Giorgio Bocca nel suo editoriale sull’ultimo numero dell’Espresso:
"…non esiste più uno Stato costituzionale di diritto, ma un miscuglio di potentati che lo usano per promuovere le loro cricche, per arricchirsi e per simulare la democrazia… È difficile, quasi impossibile, affermare che il nostro sia ancora uno Stato di diritto affidato alla giustizia e ai suoi codici… I dubbi sulla rappresentanza democratica, sul parlamento, sono motivati dalle decine di deputati che restano a Montecitorio e al Senato, anche se condannati regolarmente. A cosa è ridotto questo Stato? Ai cittadini onesti che continuano a servirlo e che lo tengono miracolosamente in piedi e alle nuove mafie poliziesche, che nel servizio dello Stato hanno trovato il modo di trasformarsi in centri di spionaggio e di potere… lo Stato è questo intreccio di poteri di tipo mafioso e massonico che ripetono l’esperienza della P2."
E così Beppe Grillo sul suo blog:
"C’è un’atmosfera da otto settembre. La politica sente l’odore del tornado che sta arrivando. Si sta preparando. L’Italia ha avuto la sua occasione per cambiare nel 1992. L’ha fallita. Hanno vinto le lobby, le cosche, le mafie. La seconda repubblica è morta in culla. Dopo le stragi mafiose in tutta Italia e la morte di Falcone e Borsellino è finito tutto. Il 61 a 0 dei seggi di Forza Italia in Sicilia è ineguagliabile, neppure Ceaucescu in Romania c’era riuscito. Pax mafiosa, pax da inciucio, pax piduista, pax confindustriale, pax sindacale.
Craxi in esilio e il suo protetto presidente del consiglio. La sinistra che lo applaude durante il suo congresso. La svendita dei beni dello Stato, dalla telefonia, alle autostrade, all’acqua. L’annullamento dei diritti dei lavoratori. Pregiudicati al vertice delle grandi aziende. Pregiudicati in Parlamento.
Il tornado gira, gira. Il suo odore è quello del legno marcio, della corda, di grandine e di pioggia densa. L’Italia è una pentola a pressione, se salta questa volta si porta dietro tutti. Forse anche lo Stato nazionale.
E i nostri dipendenti? Giocano a nascondino. Cercano sempre di non farsi beccare. Una legge via l’altra, come le ciliege, per non farsi condannare, per non farsi intercettare, per non farsi pubblicare le intercettazioni, per farsi prescrivere, per indultarsi. Più che politica sembra guardie e ladri."
Concordo su tutto, tranne sul fatto che il coperchio stia per saltare: certo, non siamo in pochi a roderci il fegato, ma per la stragrande maggioranza, finché c’è il pane, va tutto bene… si turano il naso e si tengono l’immondizia. Viva l’Italia!
P.S. Chiudo come ho iniziato, con una citazione:
“Di questo passo dove andremo a finire?”
“Ci siamo già!” (Daniele Luttazzi)