Gonzo Report

Informazione non è conoscenza, conoscenza non è saggezza, saggezza non è verità, verità non è bellezza, bellezza non è amore, amore non è musica. La musica è il meglio.
martedì, 06 febbraio 2007

BANDIDAS



Fantastico! Questo film soddisfa il mio lato perverso, la mia attenzione al sociale e la mia passione per il genere western (ma credo di non essere un fanatico in nessuno di questi tre campi).
Qualcuno l'ha definito un sexy-western, io dico che tocca i generi western, di denuncia sociale, erotico, comico, ecc... E' l'incontro fra Sergio Leone, Michael Moore, Riccardo Schicchi e un tizio che passava di lì per caso...
Questa con-fusione di generi - c'è perfino CSI! - è stata ideata dal francese Luc Besson, diretta dai norvegesi Roenning & Sandberg e rappresentata dalla nuova coppia eroticomica di Hollywood: la messicana Salma Hayek e la spagnola Penelope Cruz (emozioni assicurate!)... sembrano le Nazioni Unite, cazzo!
Insomma, se vi piace il genere, se con una mano fate il pugno chiuso e con l'altra vi fate le pugnette, allora questo è il film che fa per voi!

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categoria: politica, cinema, gnocca, consigli non richiesti, corporatocrazia, seghe mentali e non


mercoledì, 31 gennaio 2007

Bruce Lee, Derek Zoolander e Paul Wolfowitz...

Sarà l'effetto Vidal, ma ultimamente tendo a vedere cose... non so, comincio a rendermi conto di certe cose... mah!

Prendete Dalla Cina con furore: l'ho già visto 4-5 volte, ma solo nell'ultima il suo significato politico mi è apparso così potente... la Cina di inizio '900, preda dei giapponesi e del cosiddetto Occidente - ognuno voleva prendersene un pezzo, ognuno voleva la sua parte... che poi è la storia del Sud-est asiatico... be', Lo Wei denuncia tutto questo, se la prende anche con le marionette, i corrotti, i leccapiedi e i vigliacchi cinesi che si vendono o si sottomettono docilmente agli invasori... questo film è molto politico - e io che guardavo solamente agli aspetti marziali, avventurosi e comici!
E' un grande film - anche se certe ingenuità ci fanno sorridere - provate a guardarlo con occhio politico, provate a cogliere quegli accenni di denuncia sociale... oh, senza strafare: dev'essere prima di tutto un divertimento! Chevvelodicoafare, lo sapete meglio di me...

«In Cina ce ne sono migliaia come me... Lasciate in pace la nostra scuola!»
(Chen Zhen/Bruce Lee)
[tradotto: Giù le mani dalla Cina! Sennò vi facciamo un culo così... siamo tanti e incacchiati!]

postato da bhikkhu alle ore 18:30 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: politica, cinema, economia, news of the world, corporatocrazia, seghe mentali e non


venerdì, 26 gennaio 2007

A proposito della Memoria...



...la nostra - attenzione, sto generalizzando! - è molto corta. Non impariamo mai dalla Storia - che pure è prevedibile, si ripete sempre uguale, ciclicamente. Forse perché non la studiamo, non c'interessa, troppo difficile, devi concentrarti... no, troppa fatica! Così lasciamo spazio a rigurgiti fascisti e razzisti. Ogni volta che Calderoli o Borghezio (due nomi a caso) aprono bocca, è come se quegli italiani "subumani" - e tra di loro molti "padani" - venissero linciati una seconda volta... Quelle orde migratrici di esseri "culturalmente, moralmente e geneticamente inferiori" vengono mortificati una seconda volta...

Ecco la storia del "popolo di mezzo" (
né bianchi né "negri"). E attenzione ai déjà vu...

dal sito del Corriere:

Su Rai Tre il 29 gennaio e il 5 febbraio nella serie La Grande Storia
Linciati o attentatori: storie di italiani in Usa
Il film-inchiesta di Norelli porta alla luce alcune delle vicende più tristi e meno note nella storia dell'immigrazione in America
martedì, 23 gennaio 2007

VoiceYourself!

Woody Harrelson, più che un "assassino nato" è un ecologista nato!
Amante degli alberi e delle foreste, delle cose semplici e dei cibi naturali, pro legalizzazione della canapa (e delle canne, perché in un paese "libero" si dovrebbe essere liberi di fare e farsi quel che si vuole finché ovviamente non nuoci agli altri...), è contro lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali, contro quelli che mettono il profitto al primo posto e se ne fottono degli altri e del mondo e ci avvelenano e avvelenano la nostra Madre Terra... è convinto che ci possa essere uno sviluppo più sostenibile, che si possa inquinare di meno se non inquinare del tutto, vivere meglio, consumare e produrre meglio, senza nuocere agli altri o all'ambiente, magari senza sfruttare e opprimere...
Se le capite - il sito è in inglese - le sue parole meritano attenzione...

   
Cliccando sulle icone puoi raggiungere l'home page del suo sito, una sua poesia-manifesto (anche recitata!) e la storia della sua presa di coscienza in favore dell'ecologismo. Tanto per cominciare...
postato da bhikkhu alle ore 20:26 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: natura, politica, cinema, ipse dixit, libertà, consigli non richiesti, avviso agli studenti, corporatocrazia


domenica, 21 gennaio 2007

Dal letame può nascere un fiore: la Margherita

Dal Corriere di ieri, sabato 20 gennaio 2007:

I FILM «SCORRETTI»
 
Pacs e fecondazione, la Margherita contro «Manuale d' amore 2»
             
MILANO - Prima il cinepanettone vanziniano Olé, reo di «denigrare» gli insegnanti «in piena emergenza bullismo», al quale veniva contrapposta la Commediasexi di D'Alatri, altrettanto colpevole perché mostra un onorevole simpatizzare con una velina, rovinando così l'immagine alla classe politica [ci aveva già pensato Sottile, comunque, a rovinare questa bella immagine, a proposito di politici ipocriti... Patria, Onore, Famiglia... ma vaffanculo! NdB] (e alle veline). Infine, Manuale d'amore 2, che si permette di trattare «in modo unilaterale temi eticamente sensibili» come Pacs e fecondazione assistita [senza metterci neanche un prete, un frate, un santo, fra i protagonisti... che sfacciati! Pentitevi! NdB]. È una vera e propria offensiva quella della Margherita, che ha preso di mira alcuni recenti film, ma soprattutto la Rai che li ha pubblicizzati, mandandone in onda spezzoni e trailer e perfino organizzando dibattiti, anzi «cicalecci», da Porta a Porta a Primo piano. Il primo a lanciare il sasso è stato Riccardo Villari, ex dc napoletano, che ha scelto un bersaglio piuttosto facile, il Carlo Vanzina di Olé, considerato «poco educativo e poco formativo» anche da De Petris (Verdi), Di Lello (Prc) e Ceccuzzi (Ds). Vanzina si è difeso negando di aver mai voluto denigrare i prof, e spiegando che i suoi film sono di sinistra, «adorati dagli immigrati» [?]. E comunque sono «un rito liberatorio: come il rutto libero di Fantozzi davanti alla tv» [questo li convincerà, Carlo. Sicuramente... NdB]. Ecco, esattamente quello che la Margherita non vorrebbe vedere in tv, anzi, sulle reti del servizio pubblico. Spiega Villari: «Mi sono preso del censore e del fascista per le critiche a Olé, ma io non sono un parruccone. Sono stato anche da Chiambretti per spiegare che il problema non è tanto il film, quanto se sia giusto o meno che la Rai promuova questi prodotti e non altri». L'argomento, ammette Villari, «è scivoloso» e infatti lui non propone soluzioni: «Faccio delle domande, a cui Petruccioli non ha ancora risposto: in base a quali criteri vengono scelti i film che vengono pubblicizzati, anche nei tg? E lo sapete che un siparietto di novanta secondi nel prime time, tipo Ballando sotto le stelle, vale 300 mila euro? E perché sempre i soliti noti sono promossi dalla Rai?» [*]. I soliti noti, tra l'altro, sostengono tesi per nulla gradite all'ala cattolica della Margherita. Perché, come spiega Luigi Bobba, «avete visto Manuale d' amore 2?». Lui no. «E quindi non do giudizi, ma mi hanno detto che non è granché» . E soprattutto, «che singolare coincidenza: gli hanno dedicato ben due programmi in Rai. A Porta a Porta, tra l'altro, il povero Buttiglione era completamente isolato e tutto il cast era schierato a favore di Pacs e Rifondazione. Come si fa a fare dibattiti equilibrati in queste condizioni?» [che ipocrisia! Proprio Bobba si è fatto le sue numerose comparsate in quel programma! E Bruno Vespa è il prototipo del baciapile e l'ha ampiamente dimostrato... NdB]. Anche Alfredo Mantovano (An) non ha gradito: «Il film di Veronesi dovevano trasmetterlo a Caserta, al conclave dell' Ulivo». L'obiezione, spiega Bobba, è «prima di tutto di metodo: perché questi film hanno uno spazio sproporzionato sulla Rai?» [perché la chiesa, il papa, il clero hanno uno spazio sproporzionato sulla Rai? Come odio gli ipocriti che voltano la frittata... NdB]. Già, perché? Ragioni commerciali o politiche? «Magari un connubio di entrambe» risponde Bobba. Il quale a Manuale d'amore 2 ha preferito di gran lunga Casomai, di D'Alatri: «Poneva in modo delicato, senza fare la predica, il tema della coppia e del sacramento del matrimonio, con questa bella immagine dei due innamorati che danzano sul ghiaccio». Enzo Carra dichiara preventivamente di avere «il culto della libertà d'opinione». Poi però spiega che la Rai sbaglia a fare del «cicaleccio» a Porta a Porta, e in altre trasmissioni, su temi così importanti come quelli etici: «L'impressione è che si usino strumentalmente i film per produrci sopra finti dibattiti. Ma non ci si può far imporre l'agenda del dibattito dal marketing del cinema e non si possono trattare grandi temi etici come le coppie di fatto, le staminali e la fecondazione come soggetti da commedia all'italiana. Sui Mostri di Dino Risi non si fecero dei dibattiti in tv». Qualche film, però, la tv la meriterebbe: «Per esempio Million dollar baby, di Clint Eastwood - dice Carra -. Un grande film che tratta con delicatezza il tema dell' eutanasia». Altro film gradito in zona Margherita è Notte prima degli esami: «Mica ci piacciono solo i polpettoni - spiega Villari -. Nel film di Brizzi, il Carogna, il professore interpretato da Faletti, non usciva fuori in modo negativo». A Villari non è dispiaciuto neanche il film di Veronesi, ma il punto, insiste, sono i criteri: «Al limite, allora, preferisco il metodo Marzullo: i film sono scelti e commentati da lui e dai suoi amici sconosciuti. Almeno, in questo caso, i criteri sono noti e in tv non ci vanno i soliti noti».

* La faccio anch'io qualche domanda: perché la Rai ci tartassa incessantemente con film, fiction e programmi dedicati a santi, beati, papi, preti e suore? E perché non viene concesso altrettanto spazio agli atei, alle tesi anticlericali o almeno alle voci fuori dal coro: quegli stessi uomini di fede che però contestano la chiesa e il clero? Ci hanno rotto il cazzo con questo "santo subito" e nemmeno un secondo è stato dedicato a coloro che riescono a scorgere qualche difettuccio nel subito santo... e le critiche arrivano anche da uomini di chiesa! E perché, a proposito di Porta a Porta, in una puntata di quel programma a parlarci dell'Opus Dei sono stati solamente gli stessi membri dell'Opus Dei e non ci è stato concesso di ascoltare anche il punto di vista opposto, almeno una voce critica verso questa istituzione fascista che ha conquistato vaste porzioni di potere in tutto il globo?

Qui potete leggere l'articolo completo, senza i miei fastidiosi commenti...

Che schifo... Certo, dal letame può nascere un fiore, magari una Margherita, ma potete ancora sentire la puzza di merda se lo annusate attentamente, o se aprono spesso bocca...


Ma questa volta non vi lascio con l'amaro in bocca, voglio darvi un briciolo di speranza e il prossimo articolo è un vero sollievo, un toccasana...

Oltre alle gambe c'è di più:
Il culo, le tette e... il cervello!

Ebbene sì. Sempre dal Corriere di ieri:

SUPERMODEL
 
Gisele: «Il mondo è pieno di zombi»
             
SAN PAOLO - La top model Gisele Bundchen (foto) applaude alla provocazione di Dario Fo (che al pubblico della sfilata di Romeo Gigli ha detto: «Sembrate morti»): «È vero, il 90% delle persone vivono come zombi». «Il mondo sta diventando sempre più ridicolo - afferma la top brasiliana -. Sembra che alla gente interessi più sapere chi si fidanza, chi si sposa e chi divorzia piuttosto che conoscere i problemi del mondo. Il 90% delle persone vivono come zombi, hanno paura di guardare dentro di sé, preferiscono vivere la vita degli altri, dei famosi, e non le loro proprie vite. Io per esempio non guardo la tv, non ho la pazienza. Ci sono tante cose più intelligenti che la televisione potrebbe mostrare e non mostra».

Chi sono

Utente: bhikkhu
Nome: Bhikkhu
Nasce il 16 agosto 1920 ad Andernach, Germania, come aveva sempre desiderato, da una famiglia di origini Samoane, ma si trasferisce due anni dopo a Los Angeles, stufo dello stile di vita dei compaesani. Alla Junior High School si distingue per il precoce talento letterario, grazie anche al fatto di aver copiato tutti i temi dalle storie di Topolino. Si diploma stancamente alla L.A. High School e a 17 anni le sue qualità atletiche vengono notate da diversi allenatori di squadre universitarie. Si trasferisce quindi a New York, per frequentare la Horace Mann Preparatory School for Boys, ma soprattutto per sfuggire lo stile di vita dei concittadini di L.A. Alla Horace si distingue per le molestie ai ricchi ragazzi ebrei e per gli articoli sul giornale della scuola, che trattano di sport, musica e cucina emiliana. Nel settembre 1940 entra alla Columbia University di New York, grazie alle sue doti sportive. All’estate del 1941 risalgono i suoi primi vagabondaggi: si mette a girare in autostop fino a Boston. Viene messo fuori squadra a causa delle scarse presenze agli allenamenti; decide di abbandonare l’università. Nello stesso anno i Jap bombardano Pearl Harbor e gli USA entrano in guerra. Vorrebbe arruolarsi, ma sbaglia metà delle risposte nel test psico-attitudinale; ancora oggi si domanda come sia stato possibile. Nel 1943 gli USA decidono di ricorrere anche ai malati di mente, così Bhikkhu ha la sua occasione. Si dimostra subito insofferente alla disciplina militare, esce quindi dai ranghi per andare a leggere in biblioteca; ottiene così il congedo. Alla fine del conflitto si trasferisce in Italia, stanco dello stile di vita Yankee, dove riesce a sopravvivere 2 anni lavorando solo per 3 settimane. Ricomincia a vagabondare, facendo l’autostop e saltando sui treni merci, e comincia a scrivere i primi romanzi, con l’ausilio della benzedrina. Si dedica al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione, ma nel 1947 viene arrestato per un giro di assegni falsi e condannato a una lunga pena detentiva, durante la quale scrive 4 romanzi che, per mancanza di fondi, non può nemmeno inviare agli editori. Appena libero si mette a cercare lavoro; prova centinaia d’impieghi, senza trovare quello giusto, finché non s’imbarca in una nave da crociera e s’inventa il lavoro di cantante, accompagnato al piano da un amico fedele, per pagarsi il viaggio di ritorno in America. Giunto a Manhattan, ricomincia a vagabondare da una parte all’altra del paese, tornando infine a Los Angeles. Qui fonda il primo Fight Club, dove può finalmente sfogare la propria passione per le risse da bar. Già che c’è, fonda anche gli Hell’s Angels, per gli amanti sì delle risse da bar, ma anche delle moto veloci, dei tatuaggi e dei capelli lunghi e unti. Nel 1959 partecipa alla rivoluzione cubana, forte degli ideali anarco-comunisti che lo pervadono. Si trasferisce a San Francisco per aprire l’ennesima succursale del Club, ma viene colto da un’improvvisa crisi mistica: ripudia la violenza e fonda invece un movimento pacifista (1962); sono gli anni del suo pesante consumo di marijuana. Durante i 60s scompare e non si hanno più notizie di lui (si narra che abbia attraversato l’America Latina in motocicletta) fino al ‘67, quando partecipa al festival di Monterey. Ritorna all’università, col solo scopo di formare i movimenti studenteschi per la pace e il sesso libero. Nel ‘68 partecipa alla fondazione dei Seattle Seven e organizza il festival di Woodstock; viene costretto all’esilio a causa delle attenzioni della CIA. Ritorna in Italia e anche qui fomenta le rivolte studentesche; ormai la destra reazionaria lo vuole morto, per cui si trasferisce in Norvegia, dove sposa una bella stallona scandinava. Il rapporto si logora in fretta, non c’è comunicazione (non ha mai imparato il Norvegese), ma resiste fino al ‘72, grazie al sesso di ottima qualità che praticano. Pur di sfuggire allo stile di vita norvegese, scende a patti con la CIA e accetta di fare la spia oltre cortina; fallisce tutte le missioni che gli vengono assegnate e viene così congedato (una commissione stabilì che non le fallì appositamente, ma che non era effettivamente in grado di portarle a termine). Nei 70s introduce la cocaina anche in Italia e, alla fine del decennio, riporta in auge l’eroina. Viene arrestato e condannato a una lunga pena detentiva; durante questo periodo scriverà diversi libri, romanzi e racconti, saggi culinari e haiku. Alla scarcerazione, si trasferisce a San Pedro (California), dove risiede tuttora e dove continua a scrivere le sue pazze storie. È stato recentemente investito del titolo di Imperatore di Samoa, eletto sindaco di Tikrit e candidato al Premio Nobel per la Pace, per meriti non ancora specificati…


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